Annuario ISTAT sintesi welfare

E’ stato presentato oggi dall’ISTAT,  l’annuario statistico 2011.

La versione completa possiamo trovarla qui http://www.istat.it/it/archivio/48261

Di seguito, una sintesi dei dati relativi al welfare.

Cresce la spesa pubblica del settore, che ammonta a circa 463 miliardi di euro la spesa per la protezione sociale sostenuta in Italia nel 2010, il 29,9 per cento del prodotto interno lordo (Pil). Quasi due terzi della spesa si concentra nella previdenza (66,4 per cento), alla sanità è destinato il 25,6 per cento e all’assistenza il restante 8 per cento. In campo sanitario calano le strutture, mentre aumenta l’assistenza domiciliare.

Siamo aumentati di 286.000 persone, da 60.626.442 residenti nel 2010. Questo incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+311.658 unita’) che neutralizza l’effetto negativo del saldo naturale (-25.544 unita’). Le nascite segnano, infatti, una nuova battuta d’arresto su tutta la Penisola. A fine 2010 un residente ogni cinque ha più di 65 anni e gli ultraottantenni sono ormai il 6% della popolazione.

Gli stranieri residenti in Italia hanno superato quota 4,5 milioni, è rallentato l’afflusso degli immigrati, ma il dato dice che sono il 7,5% della popolazione totale e provengono per la maggior parte dall’Unione europea (29,2%), dall’Europa centro-orientale (24,0%) e dall’Africa settentrionale (14,9%). Quasi la metà dei cittadini stranieri ha un’eta’ compresa fra i 18 e i 39 anni.

Le persone in cerca di occupazione nel 2010 sono 2.102.000, 158.000 in più rispetto al 2009 (+8,1%). L’aumento della disoccupazione, in crescita ormai da tre anni, è dovuto in sei casi su dieci a quanti hanno perso il posto di lavoro. Ben quattro disoccupati su dieci hanno meno di trenta anni: sono 834.000, ovvero il 39,7% del totale dei giovani italiani.

Emergono  evidenti disparità statistiche tra gli aumenti di stipendi. Tra il 2009 e il 2010, sono cresciuti del 15,2% gli stipendi dei politici di palazzo Chigi.

Per portuali e impiegati delle telecomunicazioni gli aumenti salariali non hanno superato il 4%. Sotto lo 0% stanno le retribuzioni dei dipendenti delle agenzie fiscali, delle Forze dell’Ordine (0,9%), della Pubblica Istruzione (0,6%).

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