L’azione di don Lorenzo

In questi giorni, mi sono fermato a riflettere e leggere molto sulla grande figura di don Lorenzo Milani priore di Barbiana.

Ho cercato di pensare a quello che quotidianamente metto in campo nel mio lavoro

Ne è venuta tutta una serie di input, che voglio condividere e che per molti possono sembrare una ripetizione.

Però io credo che un ritorno alle origini, ogni tanto, faccia bene per ri-orientare la rotta.

Scelte di parte

Dopo due giorni dell’arrivo a Barbiana, don Lorenzo ha comprato il diritto di essere sepolto a Barbiana.

La grandezza di una persona non si misura dai numeri, ma dall’amore che è stato dato e dalle scelte che fa.

Metodo

Don Lorenzo non è arrivato a Barbiana con un progetto suo, ma è partito da cosa cera bisogno li sul posto.

Quindi è necessario fermarsi ad ascoltare, camminare accanto al bisogno e non passare oltre o chiudersi nelle proprie sicurezze.

Per questo, don Lorenzo ha speso tutto se stesso

E inutile tenere in piedi i nostri progetti se non sono utili a nessuno e sopratutto  a noi stessi.

Il nostro compito come operatori sociali, è  anche quello di dare orientamenti alla politica e non di esserne complici. Poter essere stelle che orientano il cammino, che giocano in anticipo e non di sponda, che non suppliscono ma agiscono partendo da una consapevolezza e oggettivazione delle problematiche in campo

Barbiana gruppo classe Primi allievi (2)Educazione

Un progetto educativo, è un progetto di libertà, è accompagnare è un interscambio in entrambe le direzioni.

Non dobbiamo clonare le persone a nostra immagine e somiglianza altrimenti si diventa inutili per loro. Una sana educazione educa alla libertà.

C’è bisogno di un accompagnamento rispettoso non solo di una persona fragile ma c’è anche bisogno  di  qualcosa di solido da cui partire, per impostare il  progetto sulla persona/ne e darle parola

Saper ascoltare in profondità saper fare  domande giuste, è un’arte da imparare

Le proposte poi saranno accettate su come tu le vivi per primo e la qualità della relazione non è basata sulla accettazione della mia proposta o a una parte di essa, ma da come vivo l’intero processo io per primo.

Scegliere chi incontriamo

Vedere dove sono i luoghi dove passano le persone;  andare dove c’è il  bisogno.

Per noi è un lavoro, ma non possiamo relegare le persone a un orario.

Con chi abbiamo una relazione, dobbiamo mirare a una qualità se è veramente la radicalità di una scelta.

L’incontro non considerarlo mai frutto del caso ma come dono.

Libertà

Dalle cose, dalle opinioni, dagli incarichi, dalle strutture, con questo si arriva all’equilibrio interiore che ci permette di trasmettere e ricevere.

Obiettivi

E’ l’obiettivo raggiunto, perché ne valeva la pena e non perché riusciamo a sommare i risultati solo quantitativi.

 

Questo ho percepito dai vari scritti di don Lorenzo e dei suoi ragazzi.

Ma lo cosa principale è stata la scelta radicale di “stare da una parte” ben precisa con coerenza senza sconti per nessuno.

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