Gare appalto: accesso anche per non profit. Si apre il dibattito

Il Consiglio di Stato ha confermato definitivamente che le associazioni di volontariato possono partecipare alle gare di appalto anche insieme a soggetti profit.

In passato ci sono state anche delle prese di posizione  da parte della Corte di Giustizia Europea che sottolineava quanto non vi fossero più ostacoli ad ammettere alle gare d’appalto anche il volontariato.

Con questa sentenza il Consiglio di Stato sottolinea, alcuni punti importanti:

• 1) L’assenza di fine di lucro non impedisce la partecipazione ad appalti pubblici;
• 2) Il diritto comunitario consente che possa partecipare alla gara d’appalto anche un soggetto che fruisce di aiuti di Stato;
• 3) Le associazioni di volontariato partecipano alle gare d’appalto come “imprese sociali” anche se non sono iscritte alla Camera di Commercio;
• 4) La legge quadro sul volontariato, menzionando anche la possibilità di avere entrate da attività commerciali o produttive, riconosce al volontariato la capacità di svolgere attività di impresa.

Con questa sentenza si aprono ampi scenari interpretativi di confronto e di sviluppo anche in un’ottica di nuove partnership con i soggetti d’impresa.

I commenti non si sono fatti attendere nella mia pagina facebook da parte di chi lavora nel terzo settore e soprattutto nell’ambito della cooperazione sociale.

I post sottolineano come con le associazioni di volontariato, in ambito appalti, le cooperative sociali, non possono essere competitive.

Un esempio è la paga dei dipendenti.  I  volontari ovviamente non vengono pagati e i dipendenti delle cooperative sociali si e per cui i ribassi possono essere maggiori. Ad alcuni è già successo di perdere servizi per questo motivo.

Il volontariato, insomma,  deve fare il volontariato.

Nella cooperazione sociale o terzo settore ci sono le professionalità  formate per gestire al meglio i servizi e che questi vengono strutturati in base a criteri misurabili e non approssimativi.

Sempre sentendo la voce della cooperazione sociale, ogni asilo nido, servizio ecc. tolto alla cooperazione sociale da associazioni di volontariato sono posti di lavoro a rischio e servizi che non hanno la stessa garanzia di efficienza.

Alla domanda …ma se una associazione di volontariato vince un appalto può assumere e rispondere a tutti i criteri necessari per garantire le stesse caratteristiche della cooperazione sociale?

Sono sbagliati i criteri di partenza. Rispetto a una cooperativa sociale, una associazione di volontariato parte avvantaggiata: può fare maggiori ribassi, non essendo vincolata a un contratto dei lavoratori che noi dobbiamo necessariamente (e giustamente) rispettare.

Insomma: il dibattito è aperto

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