“Quando gli elefanti combattono è sempre l’erba a rimanere schiacciata”

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Sala Africa, presso i missionari Comboniani di Verona, una fredda serata, in collina, nel silenzio della zona di San Giovanni in Valle, “I martedì del mondo” incontro periodico per informare e parlare dell’Africa: l’Africa senza stereotipi, l’Africa degli africani, l’Africa dove capisci che se c’è una guerra c’è qualcosa sotto terra. In Senegal non ci sono guerre, il Senegal non ha nulla per cui valga la pena fare la guerra.

Questa sera è ospite Silvestro Montanaro, giornalista Rai, ha collaborato a molte trasmissioni di successo, da Samarcanda, dagli Appennini alle Ande, C’era una volta… sì  proprio quella, quella trasmissione che “Mamma Rai” vuole chiudere, non la produrrà più.

Faceva informazione, “C’era una volta” raccontava la storia ascoltando i protagonisti, non c’erano i Vip, c’era Silvestro Montanari e c’era l’operatore, spesso era Sebastiano Fezza, fotoreporter di molte guerre, ora impegnato sul campo ad aiutare i bambini siriani.

Silvestro parte da lontano, anzi da molto vicino, ricorda i sette morti di Prato, di loro non sapremo mai i nomi, parla dei segregati, degli schiavi dell’industria tessile che produce per noi a basso costo, la nostra moda è prodotta nei lager, e non solo in India, in Bangladesh, ma anche qui nella civile e democratica Europa, dove la schiavitù è stata abolita.

Un giornalista di Rai Uno, durante un servizio, ha detto, parlando dei cinesi che                   “i poveri vivono insieme” sai che scoperta! I poveri vivono insieme per risparmiare in ogni parte del mondo e vivono insieme dove il lavoro è schiavitù.

Fabbriche lager, tante donne, se vuoi il lavoro devi guadagnartelo, mantenertelo e paghi pegno per farlo, al capetto di turno…

Il giornalista racconta i fatti, le famose 5 W:  Who – Where – What – When – Why … e dovrebbe dire nomi, cognomi, raccontare insomma…

Ma l’Africa delle ricchezze chi la racconta? Chi racconta la guerra, le guerre?

Silvestro racconta di Congo, Rwanda, Liberia, Sierra Leone, non sono guerre etnico tribali sono guerre studiate a tavolino, Silvestro ha scritto, parlato, facendo nomi e cognomi, nessuna denuncia, quindi…

L’Africa che fornisce fondi neri ai partiti di mezzo mondo.

Una fra tutte: le isole Cayman sono un protettorato Britannico, quindi se si volesse … ma non si vuole.

Silvestro parla ovviamente di un programma Rai che andrà in onda prossimamente, molti, tanti ne hanno parlato. La sua indignazione parte dal profondo, come parte dal profondo anche da parte dei comboniani, parte dal profondo di tutti coloro che hanno vissuto l’Africa vera, che hanno vissuto in Africa, che hanno conosciuto l’Africa senza stereotipi, l’Africa di chi diventa pirata perché se non puoi fare il pescatore a causa delle multinazionali che ti rubano il pesce nel mare, non hai altra alternativa.

Ed il pensiero vola alla portaerei Cavour, al suo tour in Africa per promuovere il “sistema Paese”.

Quel che è grave in fondo, non è solo il programma della Rai, non è solo il tour della Cavour, quello che è grave che in entrambe le situazioni sono coinvolte delle organizzazioni umanitarie, delle ONG che della neutralità, della trasparenza, dell’indipendenza, dell’etica dovrebbero fare il loro vestito.  Militarizzare un intervento umanitario o usarlo per fare spettacolo, audience, senza parlare dei problemi reali e delle cause che risiedono nel profitto a vantaggio di pochi, non serve alla politica, non serve per fare buona informazione ed usare i poveri, gli ultimi, per fare cassa è un delitto, è ucciderli un’altra volta.

DANIELA  MOTTI

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