“Non chiamiamolo gioco – Ci azzardiamo a non giocare?”.

noslot2

Venerdì sera, zona decentrata di Verona, San Michele Extra, serata incontro organizzata dal Movimento “Verona No Slot” e le Parrocchie Beato Carlo Steeb di San Michele Extra, San Michele Arcangelo e Santa Maria della Pace di Castiglione.

Ospiti nomi conosciuti del mondo non profit e attivi sul fronte #noslot:

Simone Feder, psicologo, lavora da anni nelle strutture della Comunità “Casa del Giovane” di Pavia.

Marco Dotti, docente Redattore del mensile Communitas e di Vita. È docente di Professioni dell’Editoria presso l’Università di Pavia.

Riccardo Bonacina, direttore del mensile “Vita”

Lorenzo Maria Alvaro dell’Associazione Movimento NoSlot

http://www.noslot.org

Introduce la serata Carlo Croce, vice direttore Caritas; Caritas ha nel suo statuto formazione e prevenzione, intervenire sulle povertà conclamate è difficile, è più facile prevenire, gli effetti devastanti della ludopatia si riversano non solo sulle famiglie, non solo sul ludopatico, ma sulla Comunità, sulla Parrocchia, su Caritas o Associazioni che stanno nascendo e operando per arginare la piaga del “Gioco lecito”.

Come “gioco lecito”?

Ma parliamo di slot machine o no?

Quindi gioco d’azzardo… no, no, il gioco d’azzardo è vietato in Italia, no scusate ma qualcosa non torna… ma se è vietato di cosa parliamo allora?

Cerchiamo di fare chiarezza allora, Simone Feder “snocciola” numeri impressionanti:

–           il 7,8% del PIL a Pavia va al gioco, a Verona poco più del 3% (dati del 2011),

–           dato medio, ripetiamo medio, di spesa procapite mensile di circa 1000 euro per Verona, 1450 euro in Lombardia,

–           400.000 slot in Italia, 60.000 solo in Lombardia.

–           negozi ed attività che chiudono e al loro posto cresce e occupa spazio l’industria dell’azzardo.

E’ necessario alzare la consapevolezza che ci sono leggi che permettono questo.

Non solo, ci sono meccanismi economici e politici che lo favoriscono

Facciamo qualche esempio

  • Confindustria ha al suo interno il Sistema Gioco Italia, lo Stato incassa qualcosa come 87 miliardi, quanto va nella cura delle ludopatie?
  • Veltroni (come ministro Beni Culturali, governo Prodi) aveva raddoppiato le estrazioni del Lotto per destinare i fondi alla manutenzione del sito di Pompei, delle due l’una: o non ha raccolto nulla, o … interpretate voi.
  • Lottomatica è controllata da De Agostini spa, che pubblica libri anche per bambini.
  • Centri commerciali, Autogrill, Metropolitana, Bar, tabaccherie, le slot sono ovunque, gratta vinci e lotterie di ogni genere, sale giochi, TV private che vendono azzardo…

Ma il gioco non era divertimento? Era relazione, si litigava per una carta scartata male, si condivideva uno spazio comune, si ascoltava la partita insieme attendendo 90^ minuto, ora si scommette su tutto, ed è in crescita l’offerta di giochi on line, di giochi via smartphone e tablet, che per inciso, possono andare in mano a minori, (il “gioco lecito” è vietato ai minori).

La ludopatia è dipendenza, tanto quanto lo è la droga, gli effetti sono devastanti e creano problemi sanitari, etici, culturali, morali, economici, sociali, affettivi; per ogni giocatore sono coinvolte almeno 5 o 6 persone del nucleo famigliare; non è vizio, è malattia, non è più questione di volontà, scatta una molla in testa, che ti fa lasciare i figli in auto per andare a giocare, ricordate? Questo succedeva con chi aveva problemi di tossicodipendenza.

Riccardo Bonacina ricorda le parole di Papa Francesco, incontrato recentemente in Vaticano e proprio per questo; “Non fatevi rubare la speranza, non fatevi rubare la Comunità”

Questa non è economia perché brucia territorio e risparmi, distrugge sia la comunità che le relazioni, le slot creano isolamento, solitudine, i vetri nelle sale gioco sono oscurati, suoni e musiche sono compulsivi.

Dopo Fiat ed ENI “Il gioco lecito” è la terza industria del Paese.

Ma la società civile si sta mobilitando per attenuare i danni di questa dipendenza.

Da notare che il Sistema Italia di Confindustria non ha gradito la campagna lanciata da Vita, forse perché ad oggi 1500 esercizi hanno tolto le slot, 5 Regioni, la Puglia dovrebbe aggiungersi a giorni, hanno legiferato sull’argomento.

Stanno nascendo gruppi territoriali, è necessario fare pressione sui decisori, Comuni, Regioni, Parlamento, dove è nato l’Intergruppo contro l’azzardo.

Nella legge delega fiscale è stato chiesto ed inserito che sia vietata la pubblicità, al pari del fumo e dell’alcool. Sorge una domanda: ma i Sindacati dove sono? Si scandalizzavano tanto per i vari condoni e per quello a favore dei gestori no? Tra l’altro il super sconto concesso sulle multe per fare cassa e finanziare l’abolizione dell’IMU pare non abbia molto appeal, ma nessun problema, aumentano le accise sulla benzina e qualcos’altro.

Marco Dotti è molto chiaro: “NON E’ UN GIOCO” gioco è bigliardino, tombola, il gioco è sempre esistito, quando entrava in ballo il denaro la relazione umana si rompeva, ma era l’eccezione, ora è la normalità.

Il TULPS (testo unico leggi pubblica sicurezza) dichiara vietato il gioco d’azzardo (video poker) e autorizza il gioco lecito, si abbassa la soglia di accesso, si gioca sull’abbinamento, si vince quando escono tutte mele, tutti meloni; lo sapevate che sono testate sui ratti? Premono la leva e scende il cibo, se il cibo non scende, dopo molte interazioni, vanno in tilt, non capiscono perché non scende più il cibo…

La mafia si è adeguata, il pizzo si paga con le Slot, ti obbligano a metterle nei locali, i flussi di denaro sono comunque usati e riciclati e lo Stato è complice, diventa “biscazziere”.

Marco Dotti parla della storia, delle origini del Lotto, i giochi sono un modo di tassazione indiretta, quando non si vogliono colpire i grandi patrimoni (i ricchi non gradiscono).

Come Comunità dobbiamo vigilare, riguarda tutti noi, come contribuenti e come membri e cittadini attivi, il problema è quotidiano, subentra poi la vergogna di dire “ho perso al gioco” suicidi in crescita, e supporto famigliare e psicologico in aumento, sono terapie lunghe e dolorose da gestire, a carico della Comunità.

“L’eresia è la parola che si crede verità, ma è una parola vuota, non induce al fare, i Farisei sanno e non fanno” (Papa Francesco). Non è inutile parlarne, dobbiamo gettare il seme e parlarne, il problema si affronta quando ci poniamo l’esistenza del problema.

Il professor Grezzana, ospite in sala, attualmente responsabile della Scuola di specializzazione di Geriatria, parla delle alterazioni cerebrali da ludopatia come le tossicodipendenze.

Che cosa possiamo fare?

Vigilare, presidiare il territorio, mappare il quartiere, bar, centri commerciali, dove si trovano le Slot, organizzare giornate “slotmob” parlare i gestori dei bar, convincerli a togliere le slot, molte persone non entrano nei locali che ospitano slot ad esempio, agire sui politici locali eletti come rappresentanti.

L’associazione NoSlot ha mappato e fornito alla Guardia di Finanza i dati delle slot sul territorio, pare che non coincidessero i due elenchi…

Ultima cosa: sono trentadue i beni in provincia di Verona confiscati alla mafia, in parte già assegnati, a Erbè c’è un campo scout, lo sapevate?

CONOSCERE E’ RESPONSABILITA’, non basta indignarsi, diamo percorsi che diano dignità alle persone.

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