Una donna coraggiosa: Alganesh Fessaha

Alganesh Fessaha – ONG GANDHI
Smascherare un vergognoso traffico di esseri umani, che ha il suo epicentro nel deserto del Sinai (Egitto). E togliere dalle mani dei trafficanti quante più persone possibile. È la missione che si è data, a partire dal 2003, una donna coraggiosa: Alganesh Fessaha, medico italiano di origine eritrea, che racconta ai Martedì del mondo (Centro Missionario Comboniano di Verona), quello che vede ogni volta che si reca in quell’area.

 alganesh fellaha

Alganesh inizia a parlare con serenità ma snocciola numeri di morte: 8000 morti finora nel deserto del Sinai di cui 5000 eritrei, 366 eritrei, giovani e bambini, morti a Lampedusa lo scorso 3 ottobre, 2000 persone liberate dalle carceri egiziane, 550 persone liberate, letteralmente, dai beduini che nel deserto li tengono segregati per ottenere i riscatti dalle famiglie, prelevati anche dai centri profughi dove dovrebbero essere protetti, i rifugiati eritrei nei paesi vicini, Etiopia e Sudan, sono 85000.

Sono ormai cinque anni che Alganesh rischia la vita con un mufti salafita di 32 anni, insieme hanno ridato coraggio e speranza a giovani donne e giovani uomini sottraendoli alle torture, agli stupri e dando sepoltura ai cadaveri che trovano nel deserto, abbandonati, dopo l’autopsia, chiamiamola così, perché ai cadaveri ritrovati sono stati prelevati gli organi, ovviamente per rivenderli.

Torture in diretta, per sollecitare i riscatti, la tortura avviene tenendo aperto il telefono con i famigliari delle vittime, in modo che siano indotti a pagare il riscatto, se riescono, altrimenti…

L’Eritrea ha perso due generazioni, una con la guerra d’indipendenza e una con l’attuale dittatura, i bambini sono cresciuti insegnando loro a spiare e riferire se sentono parlare “male” dell’Eritrea, sono spinti a denunciare i genitori; si ha paura a parlare perché non sai chi hai vicino, se riferirà a “qualcuno” quello che tu stai dicendo.

Il pensiero vola a Lampedusa, dove in quei giorni Alganesh ha combattuto perché i rappresentanti del governo eritreo non potessero entrare e interrogare i sopravissuti, mettendo a rischio le famiglie che sono rimaste in Eritrea.

Alla luce di quanto è stato detto, di quanto è stato visto, la parola “accoglienza” che significato ha? Non è scarica barile, è rispetto e dignità umana.

Le domande sono tante, tre innanzitutto:

1. Perché? Purtroppo la risposta è sempre legata al denaro, allo sfruttamento, alla schiavitù, persone sfruttate, fino a rubare loro gli organi per rivenderli, il traffico e la compravendita di armi, molti si sono chiesti quali sono le relazioni economiche tra Italia ed Eritrea, sarebbe interessante approfondire.

2. Il presidente UE Barroso ha promesso 30 milioni di euro all’Italia, Il Fatto Quotidiano 9 ottobre 2013, dove sono?

L’ultima domanda è: cosa possiamo fare noi?

3. Parlarne, parlare crea coscienza e conoscenza, solidarietà, non è una guerra di religione, le religioni convivono, in Eritrea non c’è libertà, neanche di religione, servono corridoi umanitari e politiche europee e nazionali che agiscano sui governi, noi possiamo solo parlarne e raccontare sperando che si crei una coscienza comune e che la parola “accoglienza” non sia solo una parola vuota.

http://www.asefasc.org/  ONG GANDHI

 

Daniela Motti

NELLA FOTO: Padre Venanzio Milani, comboniano, Alganesh Fellaha.

Rompete le scatole, ma per costruire

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Il numero che trovare in edicola da venerdì dedica il servizio di cover a un Rapporto sull’Italia che riparte dal basso: dalle social street ai genitori che entrano nella gestione delle scuole. Da oggi on line l’editoriale di Riccardo Bonacina

“Rompete le scatole”, non è un invito astratto, un’intenzione, ma è ciò che già succede nella realtà e che solo un’informazione e una politica malate e autoreferenziali ci impediscono di vedere. È lo slogan di un’Italia che si è stufata di aspettare e che si è messa in movimento, autonomamente, fuori dalle solite appartenenze e gabbie, senza chiedere permesso e senza aspettare sovvenzioni spinta dalla necessità, anzi di più, dal desiderio di non rassegnarsi e di trovare risposte nuove per sè e per tutti.

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Cosa succede al Fondo per le Non Autosufficienze?

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Quasi un anno dopo il formale stanziamento, le Regioni stanno mettendo mano alle regole per l’impiego effettivo del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze. «Vogliamo avere il quadro esatto – scrive il mpresidente della FISH Pietro Barbieri, di fronte alle polemiche che stanno anche accompagnando tale passaggio – dell’intera destinazione del Fondo, per poter intervenire sul cambiamento strutturale e non su episodici interventi»

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L’articolo 14 sui giochi, approvato

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Passa in Senato il testo della Legge Delega, compreso il delicato articolo sul gioco d’azzardo legalizzato. Unico nodo il divieto di pubblicità su cui vi terremo aggiornati. Importante, l’approvazione dell’Ordine del giorno Mirabelli, alla cui stesura ha collaborato l’Associazione Movimento No Slot

Fabio Ceseri‘s insight:

Forza  NO SLOT Welfareweb è con voi 

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Corruzione. In Europa persi 120 miliardi all’anno, 60 in Italia. La sanità tra le aree più a rischio – Quotidiano Sanità

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Il dato nel I° Rapporto della Commissione Europea sul fenomeno, “dilagante” per il 76% dei cittadini europei e per ben il 97% degli italiani. Per l’88% degli italiani la corruzione e le raccomandazioni sono spesso il modo più facile per accedere ai servizi pubblici. E se la legge anticorruzione “segna un importante passo avanti”, per la Commissione Europea l’Italia deve fare di più. Le osservazioni Ue sull’Italia.

Fabio Ceseri‘s insight:

 La corruzione continua a costituire un problema per l’Europa. E’ un fenomeno che interessa tutti gli Stati membri e che costa all’economia europea circa 120 miliardi di euro all’anno. Ma l’Italia è tra i Paesi dove il fenomeno è più grave

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Corso “Tecniche di raccolta fondi e socialmedia marketing”

Cresce sempre di più la domanda di formazione. Questo è un dato di fatto.

E’ diventata un elemento di sempre maggiore rilevanza per conseguire il successo nelle società e nelle imprese, fino a trasformarsi in una vera e propria prerogativa.

Anche per il settore non profit, del terzo settore, della cooperazione sociale.

Alla luce della crisi attuale, emerge anche la necessità di ripensare l’organizzazione interna anche in materia economica e di ricerca fondi.

Con questo corso abbiamo l’obiettivo di fornire i primi strumenti teorici/operativi in due ambiti che crediamo siano molto collegati tra loro: fundraising e social media marketing.

Ripensare e ripensarci anche con strumenti nuovi a disposizione.

Aspettiamo anche te nella bellissima Firenze

Firenze

Si aprono oggi le iscrizioni per il corso “Tecniche di raccolta fondi e socialmedia marketing” presso il polo didattico Donatello a Firenze in collaborazione con Welfareweb idee, condivisioni e progetti, Raise the wind: servizi per il #nonprofit, formazione e #fundraising in collaborazione con Emd118 Echoes medical division e MyDonor software per il non profit.

Una ottima opportunità di formazione

Scaricate il programma e la scheda di iscrizione

Scheda iscrizione

Programma Corso Formazione

Grazie alla collaborazione di:

Echoes

MY Donor